Women Out of Joint

  • Pubblicato da xister Reply Il 28 settembre 2018 alle ore 3:09 pm

Con Women Out of Joint riprendo e do la parola. Dal 2016 molte cose sono cambiate ma è chiaro, ora come allora, che il problema di una reazione così «impropriamente ostile» a un cambiamento radicale alla Galleria Nazionale affondasse le sue stesse radici in questioni che non avevano nulla a che vedere con la storia dell’arte quanto, piuttosto, con il problema della misoginia, dell’audacia, dell’autorevolezza e in generale della necessità di tappare la bocca a una donna (con il consueto catalogo scontato e volgare). Mary Beard, che ha vissuto come tante un’esperienza simile, ha scritto un saggio eloquente su questo tema che affligge il dire delle donne, e il fare, aggiungo io, per quello che mi riguarda.

 

Women Out of Joint

Il giornale Women Out of Joint, distribuito gratuitamente durante il festival e sfogliabile su Issuu

Una poesia di Mariangela Gualtieri, e Taci, anzi parla di Carla Lonzi mi hanno chiarito per sempre le idee sull’argomento e così ho quasi rinunciato alla parola, ma non a far sentire la mia voce. Le donne, alcune preziose e fondamentali, mi sono sempre venute in soccorso: quelle della mia famiglia, le mie nonne, mia madre e mia figlia Sofia, e poche altre ma definitive. Sono loro che mi hanno detto che faccio quello che sono, e solo così mi sono osservata nella pratica di una consapevolezza, di una sapienza direbbe Annarosa Buttarelli, che chiarisce qualcosa di più di me a me stessa.

Queste mie amiche mi riempiono di regali: ascolto e parole, Nicoletta Boschiero per esempio mi ha fatto dono di una frase di Lucia Marcucci, le sembrava calzante la definizione di «cavernicola con la pelle di porcellana» e anche a me non dispiace. Quando le ho parlato di Women Out of Joint. Il femminismo è la mia festa, mi ha scritto questo aforisma di Rebecca West: «Io stessa non sono mai riuscita a capire con precisione che cosa significhi femminismo. So soltanto che mi definiscono femminista tutte le volte che esprimo sentimenti che mi differenziano da uno zerbino o da una prostituta». Poco da aggiungere di fronte a tanta ironica precisione.

Cristiana Collu
Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Il testo è un estratto del giornale Women Out of Joint