La mappa della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

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Le mostre in corso

Time is Out of Joint

Time is Out of Joint, l’attuale allestimento delle collezioni pensato come una mostra sul tema del tempo, supera la consueta traccia cronologica e si dirama in percorsi simultanei in cui le opere sono accostate per assonanze, contrasti, rimandi e citazioni. Insieme ai grandi nomi della storia dell’arte, le opere di artisti contemporanei italiani e stranieri permettono un’apertura dello sguardo a stimoli e suggestioni differenti o inattese. Rileggendo le opere in situazioni diverse da quelle in cui si erano originariamente formate, si moltiplicano le prospettive e le letture possibili.

 

La mostra Time is Out of Joint con le parole della Direttrice Cristiana Collu
Con opere di Antonio Canova, Alexander Calder, Giacomo Balla, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Carlo Carrà, Paul Cézanne, Sandro Chia, Giorgio De Chirico, Francesco Clemente, Edgar Degas, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Alberto Giacometti, Renato Guttuso, Francesco Hayez, Vasilij Kandinskij, Gustav Klimt, Gustave Courbet, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Leoncillo Leonardi, René Magritte, Joan Miró, Amedeo Modigliani, Piet Mondrian, Claude Monet, Henry Moore, Giorgio Morandi, Liliana Moro, Robert Morris, Gastone Novelli, Pino Pascali, Giuseppe Pellizza, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Auguste Rodin, Dante Gabriel Rossetti, Giulio Aristide Sartorio, Mario Schifano, Giovanni Segantini, Giuseppe Sironi, Cy Twombly, Vincent van Gogh, Emilio Vedova, Andy Warhol e Adolfo Wildt.

La Galleria Nazionale vive naturalmente continue fasi di trasformazione e rinnovamento, anche alla luce delle nuove esperienze e letture critiche che nel tempo si rendono necessarie. Si pone dunque come luogo di incontro, di ricerca e di scoperta, invitando alla riflessione su linguaggi e pratiche espositive contemporanee, su quale sia il ruolo del museo nel nostro presente, e su quali basi comuni possa questo intessere relazioni con il suo pubblico.

 

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INTERTWINGLED – The Role of the Rug in Arts, Crafts and Design

La mostra a cura di Martí Guixé e Inga Knölke costituisce un unicum sorprendente e propone per la prima volta una lettura affascinante, aperta e dirompente del mondo interconnesso in cui viviamo. Dal Salone Centrale alla Sala delle Colonne e attraverso puntuali rimandi alle opere di Time is Out of Joint, la mostra esplora il tappeto e l’arazzo in campi differenti – dall’arte, all’artigianato, al design – e lo proietta in ambiti più concettuali, stabilendo nuove relazioni che dialogano con idee come il nomadismo, il real estate, le reti visibili e invisibili, i network digitali, l’ipertesto, la decentralizzazione del potere, la narrazione non lineare e il potere insito nel concetto di unione.

Tappeti e arazzi sono composti materialmente da una moltitudine di fili e nodi che si intrecciano per creare disegni e superfici. Il tappeto, quindi, è al tempo stesso metafora e interfaccia di un dispositivo che mostra-e-nasconde la trama e l’ordito da cui è originato. Tappeti e arazzi possono essere interpretati come modi di occupare lo spazio in senso fisico e metaforico, poiché l’intreccio è anche composto, restando nella metafora, da relazioni politiche, economiche e sociali. La rete come ossatura, come palinsesto, come proto-configurazione di un tappeto o di un arazzo, è anche la proto-configurazione della nostra società e della nostra cultura. Ed è solo adottando questo pensiero sistemico, che si nutre di connessioni, che possiamo comprendere il nostro ecosistema materiale e culturale a partire dalle piccole abitudini, fino alle grandi decisioni.

 

Chiara Bettazzi. Surplace

Chiara Bettazzi. Surplace

La mostra Surplace, a cura di Saretto Cincinelli,  presenta per la prima volta sotto forma di unica e inedita installazione le opere fotografiche più recenti di Chiara Bettazzi.

Le 36 opere fotografiche esposte, provenienti dalle serie Still Life (2020), A tutti gli effetti (2021), Aste (2021) Equilibri precariElevazioni (2022), sono tutte accomunate da un punto di origine condiviso anche con la pratica installativa dell’artista, e rappresentato dai grandi agglomerati plastici ed eterogenei di oggetti e frammenti di oggetti d’affezione che trasportano con sé la memoria e le stratificazioni del vissuto.
Surplace – che fin dal titolo evoca una certa idea di immobilità, interruzione, sospensione – sovverte la logica interna alle singole serie fotografiche e le presenta come una costellazione che si dilata nello spazio della Galleria Nazionale e richiede a chi guarda di “armare” lo sguardo, affinché ciò che sembra una sola moltitudine possa rivelarsi nelle proprie infinite variazioni.

 

VASCO BENDINI. OMBRE PRIME

Nell’anno in cui ricorre il centenario dalla nascita di Vasco Bendini, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea offre al pubblico l’occasione di riscoprire la multiforme produzione dell’artista, infaticabile nell’alimentare una ricerca poliedrica che vede l’uso di tecniche e materiali differenti: carta di giornale, tela, lana di vetro, cartoni, gommapiuma, resine, candele consumate, neon e plastiche.